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26.03.2026

Rapporto di  previsione Confindustria - Primavera 2026

Il  Centro Studi Confindustria  (CSC) ha presentato il 25 marzo a Roma lo studio  “Rapporti di Previsioni. Guerre, dazi, incertezza: a rischio la crescita”.
Secondo il rapporto,  il prolungarsi del conflitto in Medio Oriente con il blocco dello Stretto di Hormuz, può compromettere la crescita dell’economia italiana con un PIL che potrebbe scendere a -0,7% contro una previsione di crescita che si attestava sullo 0,5%.   In questo contesto per la Confederazione è indispensabile contenere gli effetti dello shock energetico, salvaguardare la competitività del sistema produttivo e rafforzare gli investimenti.
Le tensioni sull’offerta e sulle rotte di approvvigionamento stanno incidendo sui prezzi e sulle aspettative, con ripercussioni dirette su inflazione, condizioni finanziarie e crescita. Secondo simulazioni CSC il petrolio potrebbe crescere fino al 90% e il gas del 50%, alimentando nuove pressioni inflattive e un conseguente irrigidimento delle condizioni finanziarie con gravi conseguenze per il commercio dell’Eurozona.
Nella sezione dedicata all’analisi del commercio internazionale, il CSC evidenzia come si sia entrati in una fase di ridefinizione, segnata dal confronto tra Stati Uniti e Cina e dall’introduzione di nuove barriere tariffarie.
Nel 2025, l’export italiano verso gli Stati Uniti ha raggiunto i 70 miliardi di euro (+7,2%), ma al netto di farmaceutica e commesse straordinarie si registra una contrazione del 5,7%.
Secondo le stime CSC, nell’ipotesi in cui l’attuale struttura dei dazi venga confermata, le perdite per l’export italiano potrebbero superare i 16 miliardi di euro nel medio periodo.
Parallelamente, l’import italiano dalla Cina - sempre più specializzata nei settori a medio-alta tecnologia - ha superato i 60 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 16,4% sull'anno precedente.
In questo scenario l'elemento positivo è che le imprese italiane  mostrano una grande capacità di adattamento: ogni anno, infatti, circa l’8% dei prodotti cambia mercato di destinazione e il 9% quello di origine.
La diversificazione degli scambi si conferma così un elemento chiave per rafforzare la resilienza del sistema produttivo.
Fra gli elementi di tenuta del sistema Italia  il rapporto segnala il calo  dei tassi di interesse sui prestiti bancari - che nel 2025 ha  generato   un beneficio stimato in circa 4,6 miliardi di euro annui per le imprese, che a regime potrebbe salire fino a 13,8 miliardi – e la stabilità politica che può aver contribuito in misura compresa tra 0,5 e 1,4 miliardi annui alla riduzione del costo del credito.
In conclusione, il Rapporto  evidenzia un quadro caratterizzato dall’elevata incertezza internazionale e da rischi al ribasso per la crescita. In questo contesto, l’andamento dell’economia italiana nei prossimi anni sarà condizionato dall’evoluzione dello scenario geopolitico e dalle dinamiche del commercio globale ma anche dalla capacità del sistema produttivo di sostenere investimenti e produttività.
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